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Firmamento
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top
Il termine mwdgfirmamento è utilizzato nella mwdwBibbia per indicare il mweacielo considerato come una mweqcupola solida, alla quale erano rigidamente collegate le mwegstelle; una concezione condivisa da tutti i popoli antichi di tutti i continenticite-ref-mesopotamia-1-0[1]. In questa accezione, il concetto di firmamento consente di descrivere in modo semplice l'esperienza elementare della rotazione rigida del cielo stellato notturno, in cui ogni stella percorre un arco di cerchio e la distanza fra loro non viene modificata.
Risultò, invece, molto più difficile ai popoli antichi definire il possibile rapporto fra la natura del firmamento e il formarsi di precipitazioni atmosferiche.cite-ref-2[2]
Nell'età moderna, con la scomparsa della concezione mwjwcosmografica dell'antichità, il termine cominciò ad essere utilizzato come sinonimo della mwkavolta del cielo.cite-ref-4[4]
Contents
• Note
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Il materiale costitutivo del firmamento
Nonostante la somiglianza delle concezioni cosmografiche dei popoli antichi, non vi era accordo fra loro sul materiale di cui era fatto il firmamento. Secondo la mwmacosmografia mesopotamica del periodo neo-assiro (prima metà del primo millennio) esso era fatto di mwmqcalcedonio, un mwmgquarzo traslucido di colore simile al cielo autunnale: grigio, più o meno scuro con sfumature azzurrine. Le stelle, poi, erano semplicemente incise sul firmamentocite-ref-5[5].
Anche presso i mwoaGreci c'era chi pensava, come ad esempio mwoqAnassimene, che il firmamento fosse fatto di mwogcristallo oppure di un elemento purissimo e incorruttibile, che mwowPlatone e mwpaAristotele chiameranno «mwpqetere»;cite-ref-6[6] questa divenne l'opinione prevalente in occidente prima di mwqgCopernico.
In parallelo e in antecedenza altri popoli pensavano che il firmamento fosse una sottile lamina metallica d'oro o più probabilmente di stagno o di ferro (dato il colore grigio del cielo). Verosimilmente proprio questo è il motivo per cui "stelle" in latino si diceva "sìdera" (con probabile origine greca connessa col "vedere" ) collegandole al "metallo luminoso" e ancor prima il termine "metallo del cielo" indicava presso i mwraSumeri lo stagno e presso gli mwrqEgiziani il ferrocite-ref-7[7].
Il termine ebraico con cui il firmamento era indicato ("raqia", talvolta tradotto con "espanso") poteva esprimere il fatto che le lamine erano ottenute per battitura oppure tramite la colatura di un vetro o di un metallo fuso.cite-ref-8[8]
Il contatto fra terra e firmamento nelle cosmografie primitive
Nella cosmografia delle prime civiltà del mondo antico la Terra era piatta e il firmamento la copriva come una cupola. Il contatto fra terra e cielo era descritto in modi diversi. Poteva trattarsi soltanto di quattro montagne (nell'antico Egitto erano le mani e i piedi della dea mwwqNut, il cui corpo incurvato costituiva il firmamento; oppure erano quattro dei ausiliari).
In altre tradizioni (ad esempio nello mwwwzoroastrismo) prevaleva l'idea di una catena ininterrotta. Le valli fra due montagne successive della catena fornivano aperture per il passaggio del sole e dei pianeti. In alcune tradizioni vi erano 365 aperture di questo tipo, una per ogni giorno dell'anno.
La posizione del firmamento nell'astronomia antica
Con lo sviluppo dell'astronomia e soprattutto con la scoperta che la Terra ha forma sferica il firmamento divenne una sfera. La posizione relativa dei sette astri mobili (sole, luna e cinque pianeti) e del firmamento con le mwzwstelle fisse era tutt'altro che chiara. Per mwaaAnassimandro, che riecheggiava ancora teorie del Vicino Oriente antico, erano più vicine le stelle; una concezione probabilmente determinata dalla loro minore luminositàcite-ref-9[9]. Il suo discepolo mwbqAnassimene, invece, le pose più lontane. Con l'introduzione del concetto dell'esistenza di mwbgsfere celesti, il firmamento diventò universalmente l'mwbwottava sfera, detta anche mwcamwcqprimo mobile secondo la concezione mwcgaristotelica.cite-ref-10[10]
In quanto mweamotore immobile, la mweqdivinità, come riferisce ad esempio mwegCicerone, poteva essa stessa essere pensata come una nona sfera che circondava tutte le altre:
«Eccoti sotto gli occhi tutto l'universo compaginato in nove orbite, anzi, in nove sfere.
Una sola di esse
è celeste, la più esterna, che abbraccia tutte le altre: è il
Dio
sommo che racchiude e contiene in sé le restanti. In essa sono sconfitte le
sempiterne orbite circolari delle stelle
, cui sottostanno sette sfere che ruotano in direzione opposta, con moto contrario all'orbita del cielo. Di tali sfere una è occupata dal pianeta chiamato, sulla terra,
Saturno
. Quindi si trova quel fulgido astro - propizio e apportatore di salute per il genere umano - che è detto
Giove
. Poi, in quei bagliori rossastri che tanto fanno tremare la terra, c'è il pianeta che chiamate
Marte
. Sotto, quindi, il
Sole
occupa la regione all'incirca centrale: è guida, sovrano e regolatore degli altri astri, mente e misura dell'universo, di tale grandezza, che illumina e avvolge con la sua luce tutti gli altri corpi celesti. Lo seguono, come compagni di viaggio, ciascuno secondo il proprio corso,
Venere
e
Mercurio
, mentre nell'orbita più bassa ruota la
Luna
, infiammata dai raggi del Sole. Al di sotto, poi, non c'è ormai più nulla, se non mortale e caduco, eccetto le anime, assegnate per dono degli dèi al genere umano; al di sopra della Luna tutto è eterno.»
mwfqClaudio Tolomeo, tuttavia, in seguito distinguerà il firmamento delle mwfgstelle fisse dal mwfwmwgaprimo mobile, facendo di quest'ultimo la nona sfera. Ciò consentiva di spiegare la discrepanza di 4 minuti fra giorno solare e mwgqgiorno siderale.cite-ref-11[11]
Oltre il firmamento
L'esistenza di un confine, un bordo che delimitasse tutto l'universo, venne rifiutata da alcuni pensatori antichi. In particolare il filosofo mwjqpitagorico mwjgArchita di Taranto scriveva nel IV secolo a.C.:
«Se mi trovassi nell'ultimo cielo, cioè quello delle stelle fisse, potrei stendere la mano o una bacchetta al di là di quello, o no? Ch'io non possa, è assurdo; ma se la stendo, allora esisterà un di fuori, sia corpo sia spazio. Sempre dunque si procederà allo stesso modo verso il termine di volta in volta raggiunto, ripetendo la stessa domanda...»
(Archita cite-ref-12[12])
L'obiezione di Archita all'esistenza di un confine dell'universo, ripresa successivamente anche da Lucreziocite-ref-13[13], si colloca nell'ambito della convinzione pitagorica che il vuoto esista e viene a cadere nella filosofia aristotelica. Nelle mwmqCategorie e nella mwmgFisica, infatti, Aristotele rigettò il concetto di spazio vuoto e illimitato per sviluppare una teoria del "luogo" (mwmwtopos), inteso come un semplice "accidente" associato ai corpi materiali.cite-ref-14[14]
Una rappresentazione satirica dell'obiezione di Archita, nel quadro di una cosmologia primitiva, fu pubblicata anonima (ma verosimilmente anche realizzata) da mwoqCamille Flammarion in una famosa incisione che attribuiva agli studiosi medievali opinioni ridicole sul firmamento.cite-ref-15[15]
Il firmamento nella Bibbia
Il vocabolo mwrgfirmamentum venne utilizzato per la prima volta in senso astronomico nel mwrwIV secolo dalla mwsaVulgata per tradurre il termine mwsqgreco mwsgstereoma,cite-ref-etymol-16-0[16] utilizzato dalla mwtwSeptuaginta nel libro della mwuamwuqGenesi mwug1,6cite-ref-17[17]. La natura e struttura del firmamento secondo gli antichi israeliti devono essere tentativamente dedotte dai pochi e ambigui accenni presenti in testi biblici di natura poetica.cite-ref-18[18]cite-ref-19[19] Gli esegeti e i traduttori, quindi, le hanno spesso interpretate secondo le proprie concezioni. Nel mondo ebraico i talmudisti rimasero per secoli legati al concetto di una mwxwterra piatta, mentre mwyaMosè Maimonide, il più famoso filosofo ed esegeta biblico ebreo del medioevo, seguiva le idee aristotelico/tolemaiche.cite-ref-20[20]
Il libro della Genesi assegna due funzioni al firmamento. Anzitutto il firmamento servirebbe come separazione delle acque superiori (da cui provengono le precipitazioni atmosferiche) da quelle inferiori (mwzgGn 1,6-8cite-ref-21[21]), cosa che perlopiù indusse i commentatori e i traduttori a concepire il firmamento come una volta solida sottile. Alcune aperture nel firmamento verrebbero utilizzate da mw0wDio per far scendere le precipitazioni atmosferiche, come la mw1apioggia e la mw1qgrandine (per esempio in mw1gGenesi mw1w7,11cite-ref-22[22]). Se questa affermazione di chiaro significato teologico (= tutto dipende da Dio, anche la pioggia), viene interpretata come una descrizione cosmografica, essa risulta in contraddizione con la concezione cosmologica presente in numerosi altri testi biblici, che affermano esplicitamente che la pioggia scende dalle nuvole.cite-ref-23[23] Nel mw4alibro di Giobbe, per esempio, il mw4qciclo dell'acqua è descritto perfettamente e le precipitazioni piovono dalle nubi (Gb mw4g36,27-28cite-ref-24[24]).
Nonostante questa palese contraddizione fra l'interpretazione letterale della Genesi e il libro di Giobbe la tradizione ebraica (ma non gli esegeti moderni) attribuisce a Mosè la paternità di entrambi i testi cite-ref-25[25], sebbene la stesura di quello di Giobbe sia oggi ritenuta uno degli ultimi libri della Bibbia.cite-ref-26[26]cite-ref-27[27]
Secondo la Genesi, inoltre, Dio colloca nel firmamento le stelle e i pianeti (mw9qGn 1,14-19cite-ref-28[28]) e perciò, se esso fosse veramente da intendersi come una volta sottile, occorre supporre che le stelle si trovino al di sopra del firmamento (che, quindi, deve essere costituito da un materiale trasparente, per esempio cristallo o ghiaccio) oppure appese sotto di esso come lampade, tutte equamente distanti dalla Terra, e la loro luminosità dipenderebbe unicamente dalle relative dimensioni.cite-ref-29[29]
Note
cite-note-mesopotamia-11. ↑ mwaqqP. H. Seely, mwaqumwaqyThe Firmament and the Water Above (mwaqcmwaqgPDF), in mwaqkWestminster Theological Journal, vol.mwaqo 53, 1991, pp.mwaqs 232–233. mwaqwURL consultato il 10 aprile 2014 mwaq0(archiviato dall'mwaq4url originale il 5 marzo 2009).
cite-note-22. ↑ mwarmP. H. Seely, mwarqmwaruThe Firmament and the Water Above Part II: The Meaning of "The Water above the Firmament" in Gen 1:6-8 (mwarymwarcPDF), in mwargWestminster Theological Journal, vol.mwark 54, 1992, pp.mwaro 31-46. mwarsURL consultato il 6 agosto 2020.; si veda anche mwar0Vern S. Poythress, mwar4mwar8Rain Water versus a Heavenly Sea in Genesis 1:6-8 (mwasamwasePDF), in mwasiWestminster Theological Journal, vol.mwasm 77, 2015, pp.mwasq 181-191. mwasuURL consultato il 6 agosto 2020.. In questo lavoro si afferma che il tentativo, molto diffuso, di dedurre dalle descrizioni fenomenologiche della Bibbia una struttura cosmologica da attribuire agli antichi israeliti conduce a contraddizioni con molti altri passi biblici.
cite-note-33. ↑ Castiglioni-Mariotti, mwasoVocabolario della lingua latina, ad voces.
cite-note-44. ↑ mwas4(mwas8mwataEN) mwatemwatiFirmament, su mwatmWebster's Dictionary. mwatqURL consultato il 10 aprile 2014.
cite-note-55. ↑ Wayne Horowitz, mwatgMesopotamian Cosmic Geography, Eisenbraun 1998, pp. 14-15.
cite-note-77. ↑ Seely, cit., p.233.
cite-note-88. ↑ Cfr. mwauymwaucmwaugGiobbe Giobbe 37,18, su mwauklaparola.net., la cui traduzione letterale è: «Fai tu battere con Lui per quanto concerne la volta del cielo, resistente come uno specchio che viene fatto versare?».
cite-note-99. ↑ Tradizionalmente la luce e l'altezza sono associati al cielo, l'oscurità e la profondità alla Terra.
cite-note-1010. ↑ Aristotele, mwavaFisica, libro VIII.
cite-note-1111. ↑ «Tolomeo poi, acorgendosi che l'ottava sphera si movea per più movimenti, veggendo lo cerchio suo partire dallo diritto cerchio, che volge tutto da oriente in occidente, constretto dalli principii di filosofia, che di necessitade vuole uno primo mobile semplicissimo, puose un altro cielo essere fuori dello Stellato, lo quale facesse questa revoluzione da oriente in occidente: la quale dico che si compie quasi in ventiquattro ore, e quattordici parti delle quindici d'un'altra, grossamente asegnando» (mwavqDante Alighieri, mwavumwavyConvivio, II, 3, 5). Quattordici quindicesimi di ora sono appunto 4 minuti, la differenza fra giorno solare e sidereo.
cite-note-1212. ↑ Il testo riferito da mwavoEudemo da Rodi è stato riportato in un frammento di mwavsSimplicio, mwavwIn Aristotelis categorias commentarium, ed. Carolus Kalbfleisch, Berlin 1907, p. 13; cfr. anche F.P. De Ceglia, (a cura di), mwav0Scienziati di Puglia: secoli V a.C.-XXI, Parte 3, Adda, Bari 2007, p. 18.
cite-note-1313. ↑ mwaweDe rerum natura, I, 420 e sgg.
cite-note-1414. ↑ Max Jammer, mwawuStoria del concetto di spazio da Democrito alla Relatività. Prefazione di Albert Einstein, Feltrinelli, Milano 1963, cap. I. Aristotele precorre concettualmente la fisica del secolo XX, per la quale lo spazio è soltanto campo gravitazionale.
cite-note-1515. ↑ L'incisione è inserita nel volume divulgativo: mwawkL'atmosphère: météorologie populaire, Hachette, Paris, 1888, p. 163.
cite-note-etymol-1616. ↑ mwaw0(mwaw4mwaw8EN) mwaxamwaxeFirmament, su mwaxiOnline Etymology Dictionary. mwaxmURL consultato il 10 aprile 2014.
cite-note-1717. ↑ mwaxcmwaxgmwaxkGen 1,6, su mwaxoLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-1818. ↑ Questo vale per tutti i concetti di carattere astronomico: mwax4The material for the subject, except so far as the earth is concerned, is very meager, dependence for the most part having to be placed on ambiguous references chiefly in the poetical sections. Si veda la voce mwax8mwayaAstronomy in Jewish Encyclopedia.
cite-note-1919. ↑ Per esempio in un passo di Giobbe (mwayqmwayumwayyGb 26,11, su mwayclaparola.net.) si citano le "colonne del Cielo", che potrebbero essere colonne che reggono il firmamento, forse coincidenti con le "montagne eterne" di Abacuc mwaygmwaykmwayoAbacuc 3,6, su mwayslaparola.net. e Deut mwaywmway0mway4Dt 33,15, su mway8laparola.net.. Giobbe cita anche le "colonne della Terra" nel passo mwazamwazemwaziGb 9,6, su mwazmlaparola.net., in cui però potrebbe trattarsi di colonne che reggono la Terra, secondo una concezione cosmologica comune a vari popoli antichi. La loro vibrazione coinciderebbe col terremoto. La significatività di questi testi deve essere valutata tenendo presente che anche noi moderni scriviamo tuttora del sorgere e calare del Sole molti secoli dopo la rivoluzione copernicana. Dato che il libro di Giobbe è ritenuto uno dei libri più tardi della Bibbia e il suo autore mostra una certa dimestichezza con la cultura scientifica del suo tempo, ad esempio nel descrivere le precipitazioni,mwazuè probabile che in questo passo stia utilizzando immagini del linguaggio comune, più antiche rispetto alle idee cosmografiche della sua epoca. Ciò sarebbe in accordo con il genere letterario poetico/morale del suo testo.
cite-note-2020. ↑ mwaaamwaaemwaaiThe Knowledege of the Sages on the Earth, su mwaamdaatemet.org.il.
cite-note-2121. ↑ mwaacmwaagmwaakGn 1,6-8, su mwaaoLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-2222. ↑ mwaa4mwaa8mwabaGen 7,11, su mwabeLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-2323. ↑ mwabuVern S. Poythress, mwabymwabcRain Water versus a Heavenly Sea in Genesis 1:6-8 (mwabgmwabkPDF), in mwaboWestminster Theological Journal, vol.mwabs 77, 2015, pp.mwabw 181-191. mwab0URL consultato il 6 agosto 2020., in particolare pp. 184-186.
cite-note-2424. ↑ mwacimwacmmwacqGiobbe 36,27-28, su mwacuLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-2525. ↑ Il mwackTalmud (mwacoBava Batra 14b) recita: «Mosè ha scritto il suo libro [il Pentateuco] … e anche il Libro di Giobbe».
cite-note-2626. ↑ La redazione finale del libro di Giobbe risalirebbe al II secolo avanti Cristo. Cfr. mwac4La Bibbia, Paoline, 2009, p. 1014. La Genesi è stata probabilmente scritta due o tre secoli prima. Mosè e Giobbe, però, sono personaggi storici o fittizi da collocare nel II millennio prima di Cristo.
cite-note-2727. ↑ Qualunque fosse stata l'origine remota dei singoli libri della Bibbia, il testo finale a noi pervenuto mostra collegamenti profondi e vastissimi fra i diversi libri, la cui interpretazione, secondo i biblisti moderni, non può non tener conto della cosiddetta "mwadiintertestualità", cioè della necessità di confrontare tutti i testi biblici su temi analoghi per apprezzarne il significato. Questo approccio, largamente diffuso negli ultimi decenni, è detto mwadmcanonical reading. Si veda ad esempio mwadqRolf Rendtorff, "Canonical Reading of the Old Testament in the Context of Critical Scholarship", mwaduThe Asbury Theological Journal, vol. 54, 1999, pp. 6-11.
cite-note-2828. ↑ mwadkmwadomwadsGn 1,14-19, su mwadwLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
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